Willy: massacro premeditato.

Willy Monteiro Duarte non c’è più e ci domanderemo per tutta la vita e anche nell’aldilà perché.

Prima d’ogni altra riflessione distruggo il luogo comune più semplice da tirare in ballo: non è stato vittima della sua bontà, della sua generosità, ma di assassini impotenti frustrati e vigliacchi.

Impotenti che possono stare con una donna solo grazie ad uno stupro di gruppo, alla violenza o alle droghe.

Frustrati perché per loro stessa scelta nulla hanno appreso dalla vita e di nulla hanno saputo beneficiare, di nessuno dei grandi doni che la vita, dono supremo, porta con sé. Loro invece, i due ammassi di ridicoli muscoli, una vita l’hanno portata via e l’hanno fatto in modo premeditato.

Per quanto mi riguarda c’è stata premeditazione e lo dimostra l’accanimento e l’insistenza con la quale hanno continuato a picchiarlo quando era già esanime in terra, quasi ad assicurarsi che fosse morto.

Vigliacchi perché solo chi è vigliacco si accanisce in “x” contro uno anche solo per picchiare, figurarsi per uccidere.

I fratelli Bianchi hanno come credo quei ridicoli muscoli addobbati dagli ancor più ridicoli tatuaggi. Delle arti marziali si sono invece dimostrati indegni, perché quelle discipline non insegnano ciò che loro sono.

Perché quel Credo? Diversi i motivi, tutti tipici dei falliti per scelta.

Perché passare la vita a gonfiarsi di Nulla permette di non pensare, non crescere, non leggere, non studiare, non lavorare. Non esistere. Perché non poche, anche se certo non tutte, donne cercano maschietti così, nell’illusoria convinzione che dentro ci sia un uomo, mentre invece c’è un impotente vigliacco.

Perché fa moda, apparenza, seduzione. Certo, picchiano duro: e allora? A loro servirà, mi auguro ed auspico, a passare il resto della loro miserabile vita in una cella e sarebbero pure fortunati. Hanno disonorati i loro genitori, i loro avi, la loro comunità. Soprattutto hanno ucciso per il gusto di dimostrare di esserne capaci.

Sono SENZA DIO.

Dio e la Chiesa, quella giusta e generosa, portano buone parole, educazione e rispetto a chi li accoglie in sé, al di là di tutto. Portano il senso della comunità e della condivisione.

comunque sia loro, i fratelli impotenti, saranno accontentati. Stiano pur certi che il compare Satanasso per loro sta già “affilando” le fiamme dell’Inferno.

Con la Forza della Fede che mi anima dovrei perdonarli o raccomandarne l’Anima al Signore ma fortunatamente non spetta a me.

A loro invece non spetta il futuro a meno che non diventino capaci di pentirsi, chiedere perdono, soffrire per le loro stesse malefatte. Si, ma chi lo insegnerà a loro?

La conferma della vigliaccheria di queste due forme di vita indegne arriva proprio mentre mi accingo a chiudere questa riflessione. “I fratelli Bianchi chiedono l’isolamento: “Paura delle ritorsioni in carcere”.

È ora che noi tutti come comunità facciamo un esame di coscienza. Sì lavori per restaurare il circuito educativo, il senso civico e quello di identità ed appartenenza. I due ceffi accomunati dal cognome, e forse anche altri insieme a loro riguardo l’episodio specifico, sono cresciuti senza poggiare su alcun valore sano ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti noi.

Siamo in grave ritardo, muoviamoci, Meglio tardi che mai.

Ma sì… possa Dio avere pietà della loro anima.

Quella di Willy è già in Paradiso.

Stefano Fioretti.

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