La Pasqua della Vita.

Ai malati tutti, specie quelli colpiti dal Covid-19, alle persone disagiate, ai medici, gli infermieri e tutti coloro che operano senza sosta per tenere  su la “macchina” del soccorso e della solidarietà, dai sacerdoti fino a uomini e donne di Buona Volontà, a tutti auguri sentiti di Buona e Santa Pasqua, anche da questa Termoli deserta ma splendida, come un simbolo di nuova Luce.

Mai lacrime furono più sincere e calde.

La Pasqua della Vita.

Tanti auguri dall’Hotel Corona a tutti, per la Pasqua e per la rinascita.

 

di Stefano Fioretti

Che si tratti di una ricorrenza diversa da tutte le altre è persino banale da ribadire.
Eppure questa situazione offrirà a tantissimi di noi la comprensione dei valori veri e nobili della Santa Pasqua e la possibilità di viverla in modo più profondo e raccolto, paradossalmente vicini gli uni agli altri più di sempre, pur se distanziati e senza abbracci. il Grande e vero Dolore è quello per i tanti,  troppi morti. L’apprensione e l’angoscia sono per i tanti, troppi contagiati. Anche un morto soltanto sarebbe stato  troppo, figurarsi decine e centinaia di migliaia.
A loro la Pasqua offre oggi il valore della Resurrezione e saranno vivi per sempre nei cuori e negli animi dei cari e dei discendenti. Non è retorica. Hanno lasciato la vita terrena senza i conforti dell’ultima ora eppure accompagnati da tanti cuori. Alzi la mano chi, cristisano, non è colpito, affranto e partecipe, oltre che intimorito, da questa colossale tragedia.
Immaginiamo che il dolore di cosi tanta gente non possa certo essere consolato più di tanto da parole di circostanza, ma può invece beneficiare di parole sentite e della sincera vicinanza del mondo intero  intorno, così come del prostrarsi di Papa Francesco, un pontefice che chi scrive non ha inizialmente apprezzato granché  ma che recentemente ha iniziato a ricredersi, trovando infine un approdo sereno in lui. Fin dall’inizio della pandemia dona a tutti i fedeli un sostegno vero, con una Croce portata non solo metaforicamente lì tutto  solo in quella Piazza San Pietro incredibilmente vuota e per questo sconfinata. Papa Francesco non è certo nella sua forma migliore, è affaticato e sofferente ma non molla un centimetro. Lo sentiamo davvero vicino, uno di noi ma con tante cose in più.

Uno di noi.

Nella Via Crucis del venerdì santo, al culmine è stato al limite del pianto: l’abbiamo visto nei primo piano dell’impietosa telecamera. Durante la veglia Pasquale del sabato santo ha celebrato combattendo ad armi pari contro quella evidente debolezza  e con una partecipazione che oserei definire storica e stoica. Inappuntabile, tenace, assorto eppure mai “assente”, decisamente  commovente.
La Basilica di San Pietro vuota ha fatto anche grande tristezza ma si è mostrata in tutta la sua grandezza proprio perché vuota, nella sua Maestosa bellezza e per intero, dandoci la sensazione quasi di essere lì invece che a casa. Celebrazioni coinvolgenti che ci hanno  tenuti in grembo nel lancinante contrasto tra tristezza e Fede, sgomento e fiducia, morte e Vita, mettendo nel nosttro cuore la certezza della vittoria.

Ai malati tutti, specie quelli colpiti dal Covid-19, alle persone disagiate, ai medici, gli infermieri e tutti coloro che operano senza sosta per tenere  su la “macchina” del soccorso e della solidarietà, dai sacerdoti fino a uomini e donne di Buona Volontà, a tutti auguri sentiti di Buona e Santa Pasqua, anche da questa Termoli deserta ma splendida, come un simbolo di nuova Luce.

Mai lacrime furono più sincere e calde.

 

 

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