Il virus, la morte, la vita.

O Natura, o Natura,

perché non rendi poi

quel che prometti allor?

Perché di tanto inganni i figli tuoi?

Il nostalgico e risentito passaggio di Giacomo Leopardi, mai domo nello sforzo di  sublimare la sua cosmica sofferenza, ben si attaglia alle decadute illusioni, ai dissolti progetti e desideri di coloro ai quali il virus ha imposto l’ultimo respiro e lo spirar, nell’infinito dolore dei loro cari.

Il virus, la morte, la vita.

O Natura, o Natura,

perché non rendi poi

quel che prometti allor?

Perché di tanto inganni i figli tuoi?

 

Il nostalgico e risentito passaggio di Giacomo Leopardi, mai domo nello sforzo di  sublimare la sua cosmica sofferenza, ben si attaglia alle decadute illusioni, ai dissolti progetti e desideri di coloro ai quali il virus ha imposto l’ultimo respiro e lo spirar, nell’infinito dolore dei loro cari.

Le esequie negate, l’ultimo saluto rimasto prigioniero  delle lacrime, ci lasciano solo di raccomandare la loro Anima alla Misericordia del Signore, con l’obbligo morale e materiale di dover andare avanti.

A tarpare il cuore c’è la gravosa necessità di affrontare una crisi economico/finanziaria praticamente senza precedenti. L’urgenza è totale e va presa di petto, con la speranza che la politica sappia maturare a tempo di record.

Ahimè.

Allo stesso modo tocca ragionare sulle cause ma ancor più sulle formidabili lezioni che dalla pandemia arrivano.

Inutile imprecare o maledire: non già il buon Dio ma l’uomo è colpevole. Abbiamo preteso di andare troppo oltre troppe regole di buon senso, di rispetto  del prossimo e della Natura, persino di quella leopardiana così impietosa e grama. il Coronavirus ha praticamente azzerato stragi del sabato sera ed inquinamento e sta dando all’ambiente il tempo di rigenerarsi: vergogna aver dovuto attendere questo.

Andando oltre mi limito qui a parlare d’Italia, per non piombare al di là delle mie umili conoscenze e capacità. È bastato fare cenno ad una vaga riapertura con qualche deroga alle restrizioni per far emergere il solito italiano medio. Le vacanze, il mare, le corse, gli aperitivi, le ansie, la fretta e sono pure tornati i femminicidi.

Sia chiaro, nulla da dire sulle gravi difficoltà psicologiche e fisiche, tutto comprensibile. Socializzare e riunirsi è vitale.

Tutto ciò fermo restando però  se nemmeno questa volta saremo in grado di essere equilibrati e maturi, la prossima Piaga potrebbe, allora sì, essere opera di Dio.

Forza e coraggio, bisogna pregare, lavorare, aiutare e lasciarsi aiutare.  Bisogna operare per ripristinare l’economia, per le imprese tante delle quali forse nemmeno riapriranno, per il lavoro. Ci vogliono pazienza,generosità, solidarietà e rispetto, appunto. SERIETA’  È il momento della responsabilità.

Il resto è secondario.

 

Stefano Fioretti

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