Coronavirus e UE – Effetti Grecia. Vaghi ma visibili.

Coronavirus e UE - Effetti Grecia. Vaghi ma visibili.

il mese di marzo sta per lasciarci . il coronavirus invece , tecnicamente Covid-19, ci terrà compagnia per un bel po’ ancora, ANche se proviamo ad incrociare le dita, anche quelle dei piedi,  sperando che possa andare diversamente .

C’è stata inizialmente una sottovalutazione di ciò che stava capitando nel nostro focolaio principale dopo la vampata cinese. Ci siamo avviati con un certo ritardo nell’opera di prevenzione , quanto mai fondamentale , e poi con grande impeto e gravi perdite, peraltro in costante crescita, nelle cure e nell’assistenza dei positivi ,al prezzo di milioni di lacrime per i tanti decessi , tantissimi , quanti mai ne avremmo immaginati. Tanti cari estinti andati via senza il conforto dei congiunti, anche se tra l’amore e lo sgomento di medici e personale sanitario.

Quella sottovalutazione viene ora applicata alle conseguenze economiche e sociali della pandemia che  sono regolarmente amplificate dalla incapacità di mutuo soccorso , ampiamente prevista e preconizzata da chi come il sottoscritto non si è mai lasciato ammaliare  dalle sirene di una UE fantasma , una Unione monetaria senz’anima, progettata ed alimentata da due o al massimo tre paesi europei con evidente scopo di lucro, che ha messo assieme popoli troppo eterogenei per di più senza uno stato o meglio una federazione tra stati a legittimarla.

Oggi la pandemia mette a nudo l’impianto inconsistente e dannoso  soprattutto nella manifesta incapacità , ma sarebbe meglio parlare di assenza di volontà , di fare fronte comune ed affrontare moto compatto le conseguenze disastrose della deflagrazione dell’infezione. La dimostrazione è arrivata dal disgustoso “eurogruppo” di  pochi giorni fa nel quale i grandi paesi del nord Europa hanno in modo palese e sfacciato fatto capire che non hanno nessuna intenzione di trattare in modo mutuo e solidale i debiti che gli stati dovranno inevitabilmente per fronteggiare quella che dovrà essere una vera e propria ricostruzione. Vogliono replicare il “film” della Grecia e fagocitare opere, aeroporti,  storia e soprattutto soldi? 

Il fantasma si è preso due settimane di tempo vista la levata di scudi Istigata proprio da un Conte oramai messo di fronte alla cruda realtà, guarda caso appoggiato ora nientemeno che da Macron e dalla flagellata Spagna. 

Abbiamo negli occhi tante scene del 2015, quando in Grecia , dove erano stati anche ad un certo punto bloccati gli sportelli bancomat, placente si accalcava fuori dalle banche in una ressa pericolosa e segnale principale della guerra sociale oramai deflagrata. Non so quanti ricordino poi la fine toccata agli aeroporti ellenici, “decollati ” verso la Germania per due soldi.

Bisogna fare attenzione: i primi vaghi e deboli normalità in quella Nazione sono arrivati soltanto nel 2018. Allora… MES? No, grazie, serve altro. Altrimenti meglio soli e se lo ha detto persino il cerchiobottista Conte…

Sul tema abbiamo Il contributo di Basso La Fratta :

<<“La Grecia: un successo dell’euro”, così recitava il nostro caro Mario Monti. Lo stesso vorrebbero fare nei nostri confronti, ma c’è una piccola differenza: i sentimenti anti euro ed Ue sono notevolmente in ascesa nel nostro Paese. Per questo motivo ritengo che se si arriverà al prelievo forzoso ci sarà la guerra civile nelle strade. La misura è colma.

In questa Europa manca ogni forma di solidarietà e in questo contesto non mi fiderei molto di Macron: noi dobbiamo decidere per noi stessi, per il bene della nostra nazione. Non c’è più tempo da perdere: Conte tiri fuori gli attributi e scongiuri altre disgrazie a carico degli italiani; in caso contrario non vorrei essere nei suoi panni…>>

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