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| Lunedì 12 Settembre 2011 21:16 | |||||
Decreto Legge 98 del 6 luglio 2011; Decreto Legge 138 del 13 agosto. Due manovre, convulse, discusse, approvate tra "colpi di fiducia" e "coesione obbligatoria" tra le avverse fazioni politiche. Mi scuso in anticipo, non sono certo ferrato se non un minimo sulla materia e, soprattutto, sono ingenuo: non erano forse interventi normativi da pensare, progettare, strutturare meglio, magari anche lavorando 4 giorni e 4 notti di seguito, visto che pareva dovesse finire il mondo? Non solo: quando è stata stilata la prima, non erano già in atto e noti i problemi che poi ci hanno imposto di scrivere anche la seconda? Non si poteva, dunque, concertare qualcosa di più corposo, incisivo e stabile senza dover tornare a perdere ulteriori preziose settimane? Certo, UE, BCE e altri mostri sacri delle istituzioni europee hanno valutato, considerato, imposto, ma cosa esattamente? Con quale conoscenza del nostro "terreno"? E' così vero che UE e BCE non possono certo sapere fino in fondo cosa accade da noi che le manovre sono state definite "okay" per il solo fatto che da qualche parte c'e' scritto che garantiscono X miliardi di Euro e il pareggio di bilancio entro il 2013. Sui contenuti, però, non ci siamo. Nei due provvedimenti c'è poco o nulla di quanto richiesto dalla stessa UE in termini di sviluppo, crescita, progettazione. Ci sono solo tracce. Al di là di questo, ora, l'UE ribadisce e invita a tenersi pronti ad altre misure. Insomma, la sensazione è che davvero in troppi momenti la destra, come si suol dire, non sappia cosa fa la sinistra... ogni allusione è semplicemente voluta. La domanda quindi a questo punto è: dove e come andremo a finire? C'è però un altro "lato" della faccenda. Mi risulta che il Governo abbia già all'esame un testo per la riforma fiscale, una riforma che dovrebbe essere strutturale, strutturale come quei provvedimenti che nelle manovre mancano. Parimenti, si starebbe, pare, lavorando per la riforma della Giustizia e quelle istituzionali e, si spera, la revisione della macchina amministrativa pubblica con i tanto sospirati tagli ai costi della politica. Ora, se tutto questo è vero come sembra essere, bisogna tenerne conto nel momento in cui i Totem UE ci chiedono altri decreti. E' necessario che la popolazione sia informata, consapevole, che segua queste vicende. Non vorrei che sull'onda dello spread BTP / BUND, delle Borse che rimbalzano come palline magiche, degli umori UE e BCE, l'Italia finisca per partorire altre due o tre manovre, così, tanto per gradire, e nel contempo rallentare ulteriormente sulle riforme ed i provvedimenti di medio e lungo termine. E' invece a mio avviso necessario che si portino a compimento ed approvazione tali riforme, che le si inserisca nel "giro", perché se fatte bene e per tempo scongiureranno l'esigenza di altre manovre convulse, altalenanti, approvate a colpi di maggioranza ed astio politico. Un'altra domanda chiude questa umilissima e magari sprovveduta analisi: la nostra politica è in grado di capire la situazione, rendersi conto che è giunto il momento di programmare e legiferare seriamente, con l'occhio lungo, mettere a regime i tagli che permetterebbero di respirare e di reperire risorse finanziarie, dare fiato ad imprese e privati, iniziare la revisione al ribasso della pressione fiscale, far rispettare tante belle regole, difendere la nostra economia pur nel rispetto della globalizzazione, gestire a dovere il nostro Paese anche se inserito nella UE e come tale doverosamente tenuto al rispetto delle regole comuni? Possibile che la nostra classe dirigente non si renda conto che è arrivato il momento dell'autorevolezza, della coesione vera e non di quella richiesta a colpi di protocollo dal Capo dello Stato, della collaborazione fattiva e non dei contentini da emergenza? Sta nascendo un dubbio atroce: forse questi politici nostrani non sono furbi e smanettoni... forse sono davvero troppo poco preparati. Salvo eccezioni rare. La speranza è che sappiano presto dimostrarci il contrario. red
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