24 agosto 2018, convegno in un gremito Circolo della Vela a Termoli, "Euro, Lavoro, Disabilità": la "bomba Fusaro" scuote la platea termolese.
Il filosofo, torinese classe 1983, tanto giovane quanto autorevole e dotto, è riuscito a trattare tre temi delicatissimi come fossero uno solo, con chiarezza e cognizione di causa stupefacenti.

La sala del Circolo della Vela era affollatissima, con gente in piedi anche fuori, e questo era immaginabile date la portata del personaggio e la buona promozione dell'evento. Presenti anche diversi esponenti politici regionali. Lui, Diego Fusaro, è stato "pacatamente dirompente" e anche questo rientrava nelle previsioni vista la fama che lo precede. Ciò che invece ha sorpreso una discreta parte del pubblico è stata la sostanziale impossibilità di declassare il convegno a evento squisitamente politico. Si, perché il filosofo e saggista, così giovane ma già così signore e padrone di lingua, eloquio, Cultura e Filosofia è stato tutto fuorché schierato. La sua trattazione è stata chiaramente frutto di sue riflessioni, conoscenza sia della Storia che della stretta attualità, studi e soprattutto idee. Non c'è stato, né ci sarebbe, modo di "legare" ad un qualsiasi simbolo le sue parole. Ci ha provato uno degli ospiti, probabilmente anche condizionato dall'aver ascoltato il filosofo pronunciare diverse volte il nome di Marx, che intervenendo ha bollato l'aspra e decisa demonizzazione del liberismo e del capitalismo, a suo dir sbagliata anche alla luce del fallimento del comunismo. Dunque, secondo il gentile signore, ragionamenti fuori tempo ed inattuabili da parte del Fusaro che però, ovviamente, non ci è cascato ed ha ben chiarito che lui si scaglia contro l'attuale tipo liberismo e capitalismo, contro la globalizzazione, ribattezzata GLEBAlizzazione con allusione fin troppo chiara, che oramai è una mondializzazione estrema in nome dell'alta finanza che, almeno fino ad ora, ha soppiantata ed umiliata la politica.
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I lavori sono stati avviati poco dopo le 19, nella bella cornice del Circolo, ad opera di Nicola Tedesco, organizzatore dell'evento e presidente regionale dell'associazione Popolari e Populisti, che ha spiegato la scelte dei temi del convegno: "Euro, lavoro e disabilità condizionano quotidianamente la nostra vita. Sono argomenti che vanno affrontati per il bene della collettività. Come associazione abbiamo deciso di portare il prof. Fusaro a Termoli, con il suo pensiero libero e costruttivo, perché la città merita la presenza di personaggi di questo genere". Particolarmente felice della situazione, Tedesco, perché il contributo del professore si sarebbe rivelato poi vera occasione di crescita culturale ed etica davanti ad un pubblico foltissimo. Al tavolo c'erano anche Luigi Mazzuto, assessore al Lavoro ed alle Politiche sociali per il Molise, e Filomena Calenda, consigliere regionale della Lega in Molise e presidente regionale dell'Associazione nazionale mutilati e invalidi civili.
Il primo intervento è stato proprio di Mazzuto che, con il suo solito spirito vivace ed ironico, ha aperto sottolineando il clima magnifico ed il gradevole fresco: "A quest'ora, senza il Sole alto, si ragiona meglio". Quella dell'assessore regionale è stata una escursione proposta, intelligentemente, quale premessa e "lancio" per ciò che poi naturalmente Fusaro avrebbe approfondito da par suo.
Le ha chiamate "provocazioni", Mazzuto, e in effetti tali sono state a partire dalla prima domanda: "Senza Euro avremmo condotto una vita migliore, anche e soprattutto sotto il profilo dell'occupazione?". Insomma, a cosa è servita questa odiata moneta europea? "Non siamo antieuropeisti a prescindere ma è necessario riscrivere le regole di questa Europa. Il nostro Paese non è stato difeso (dalla nostra politica in primo luogo, evidentemente, ndr) durante il passaggio all'Euro che ha prodotto conseguenze pesanti, rendendo ad esempio per le imprese difficile affrontare i costi per la sicurezza sul lavoro, oltre che reinvestire. Il modo di amministrare questo Paese deve cambiare e bisogna incamminarsi lungo il percorso delle regole, in tutti gli ambiti".
Riichiamando i fatti di Genova, ha messo l'accento su leggerezza e superficialità con le quali sono state lasciate andare troppe cose in Italia e quando questo avviene nel campo della sicurezza le tragedie sono una conseguenza purtroppo inevitabile. Ha poi proposto un passaggio sulla disabilità, lanciando in pratica l'intervento di Filomena Calenda.
La titolare della sezione molisana di ANMIC ha diffuso tutta una serie di dati e "numeri" relativi al settore, evidenziando l'arretrato italiano che si specchia nelle odiose barriere architettoniche e in altri oggettivi ostacoli che i portatori di disabilità subiscono quotidianamente. Descrivendo l'attività di ANMIC, al di là dei dati statistici e storici, è riuscita a rendere molto bene l'idea sulle storture che minano l'autosufficienza, come l'impostazione dell'ISEE, le problematiche dell'assistenza a questi soggetti, le cure di cui necessitano, le vicissitudini del "caregiver" familiare e l'assenza del riconoscimento giuridico dei parenti che si prendono cura dei disabili e, ultimo ma non certo ultimo, le problematiche sanitarie. Si è rivolta al professor Fusaro: "Non dobbiamo parlare dei disabili solo durante le campagne elettorali: anche loro possono e devono essere protagonisti ma oggi sono ai margini della società. Dobbiamo dare loro la dignità negata".
Entrambi, Mazzuto e Calenda, non potevano immaginare quanto poi Fusaro avrebbe soddisfatto le loro aspettative e con quale efficacia avrebbe trattato le problematiche esposte con i rispettivi interventi.
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Il professore ha iniziato con una metafora calzante con la sede dell'incontro, il circolo velico: "Oggi c'è più che mai vi è bisogno di compiere una strambata rispetto alle correnti del pensiero unico dominante, rispetto ai quadri cognitivi egemonici entro i quali si muove il pensiero ordinario". I tre temi oggetto dell'incontro sono secondo lui inseriti costantemente in una narrazione egemonica, appunto, che è assolutamente da rivisitare. Fusaro ha tenuto a precisare di non essere giurista, economista, politico né politologo: "Mi occupo di Filosofia ed il mio contributo, piccolo, sarà in questo senso". In realtà ha dimostrato ampiamente di saper trattare anche di economia e di districarsi bene anche nell'ambito giuridico sorretto da un eloquio raffinato, efficace e figlio di una straordinaria padronanza della lingua italiana e di una conoscenza non facilmente eguagliabile della Storia, oltre che della filosofia. Idee chiarissime sull'Euro: "Non è semplicemente una moneta ma una vera arte di governo, di stampo liberista, con una direzione chiaramente capitalistica di libero mercato deregolamentato che è servito nell'essenziale a segnare un nuovo corso per l'Europa post 1989 ed a produrre un nuovo ordine spoliticizzato in cui diventasse sovrana l'economia". Fusaro identifica sempre l'Euro con la UE e qui si materializza il dramma vero e proprio: "Il parlamento europeo è un deficit di politica e di capacità di decidere. I provvedimenti vengono presi in enti ed istituti che nulla hanno di democratico, una sorta di <<caveau delle banche>>". Una moneta senza stato, una truffa storica, un metodo di mondializzazione letale, in una parola: Euro. In questa "post modernità", insomma, non è più la politica degli stati sovrani nazionali ma l'economia deregolamentata a dirigere una quanto mai miserabile orchestra. L'Euro è una "moneta privata e per di più trans-nazionale ed è emblematico di questo rovesciamento dei rapporti tra politica ed economia".
Non poteva mancare un passaggio sulla famosa letterina dell'agosto del 2011: "Venne capitata al governo italiano una lettera della BCE che chiedeva, sic et simpliciter, allo Stato italiano di eseguire le riforme ivi indicate niente affatto neutre ma chiaramente improntate in senso liberista (estremo), tanto è vero che si pretendevano ad esempio la riduzione lineare della spesa pubblica e le privatizzazioni, sempre in senso liberista". Erano riforme solo e soltanto in beneficio dei padroni del capitale mentre in alcun conto tenevano le classi deboli e segnatamente i lavoratori. L'Euro è nato "per aggredire l'unico fortilizio ancora in grado di garantire il primato della politica". Uno degli strumenti principali? La libera circolazione delle merci e delle PERSONE MERCIFICATE. Morte della politica, morte dell'etica, morte della moralità: tre parole che proponiamo per descrivere l'opera d'arte creata con la UE che è stata, come ha affermato citando Gramsci, "una rivoluzione passiva". Descrizione tremenda quanto vera.
Il formidabile oratore, pacato e tranquillo per tempi e toni ma incisivo come quasi nessun altro, ha palesato tra le tante sue capacità quella di passare da un argomento all'altro in modo diretto ed "indolore", riuscendo a collegare i temi armonizzandoli in uno soltanto. D'altra parte la connessione tra Euro, Lavoro e disabilità è chiarissima, ma riuscire a trattarli in convegno con la sua disinvoltura è arte di pochissimi. Così, passando a parlare di lavoro, ha innanzitutto "impiccata" la classe vincitrice del conflitto post 1989, "la nuova classe apolide finanziaria", ben diversa dalla vecchia classe borghese che aveva una "coscienza infelice" e che viveva con sofferenza la propria adesione al mondo capitalistico. La borghesia poi aveva avuto pur sempre come valore primario il mondo del lavoro, la "produzione materiale". Ora siamo invece di fronte ad una aristocrazia finanziaria priva di qualsiasi "spirito" e che non vive del lavoro bensì di rendite finanziarie, usura, escogitazioni di Borsa e truffe organizzate (vedi la crisi del 2007, partita dagli USA), che ha nel mirino il ceto medio e le classi lavoratrici, queste ultime precarizzate e trasformate in "una nuova plebe moltitudinaria, prolicroma e gaudente, con annessa centrifugazione delle identità". Fusaro ha detto molte altre cose, senza mai annoiare e fissando man mano in modo feroce i concetti, ma alcune delle sue definizioni lasciano davvero poco da aggiungere e soprattutto poco spazio a voli di fantasia. Ad esempio è il caso del "nuovo mondo che dissolve i diritti sociali come anelli di fumo. In questo scenario la classe di proletariato precarizzato subisce una vera e propria aggressione". Naturalmente in tutto questo incide, come ha ben rimarcato, anche l'assenza di reazione del popolo che sta subendo in silenzio quanto avviene. Particolarmente interessante una "fotografia": "Gli intellettuali sono la parte dominata della classe dominante che per campare deve vendere il capitale culturale alla medesima classe dominante ". Ferale, anche nel citare le "omelie domenicali" (Scalfari) e colui che "pontifica e sermoneggia dall'attico di New York" e qui un formidabile applauso è deflagrato corredato da risate, sebbene amarognole aggiungiamo noi.
Sarebbe impossibile riferire tutto, dunque ci limitiamo a poco altro, partendo da questa sua chiosa: "La globalizzazione, inserita nel vortice della mondializzazione, viene oggi santificata come se fosse l'ottava maraviglia ma in realtà andrebbe contestata dal basso, dalle classi lavoratrici nazionali popolari. Perché mai un lavoratore FIAT dovrebbe elogiare la mondializzazione, che lo porta a dover competere con il lavotatore del Bangladesh pur non avendo di fatto la possibilità di farlo (i costi, ndr)?". E ancora: "Il capitale globalizzato si giova di due leve: 1) la delocalizzazione; 2) migrazione di massa, lo strumento con il quale si deportano masse di nuovi lavoratori disposti a lavorare a condizioni misere". Tutto il resto è Storia e lo stretto collegamento tra Euro e disfacimento del mondo del Lavoro è evidente.
Altrettanto "morbido" e spontaneo il passaggio al tema della disabilità, che ad avviso di chi scrive può essere considerato il "centro di gravità sociale" della serata: "Il disabile non è un soggetto organico e funzionale al capitalismo, che in lui non vede un individuo produttivo, un consumatore ideale. Non gode di mobilità, quella che oggi fa AMARE il migrante, che è l'ideal - tipo per il nuovo capitalismo globalizzato". Fusaro infine, forse sorprendendo molti, ha attaccato il pensiero, strumentale, secondo il quale chiunque osi opporsi a quanto sta avvenendo nella gestione dei migranti è immediatamente additato come "protofascista, populista, xenofobo e così via. Vi è un programma di rieducazione coatta di massa delle nuove generazioni, per ortopedizzarle in senso cosmopolita e post-nazionale, che è il programma Erasmus". Le orecchie di molti probabilmente stanno ancora fischiando: "Se migrante e precario sono i soggetti ideali per il nuovo capitalismo, il disabile non può certo esserlo". Sono arrivati poi riferimenti, tristi quanto concreti, ad una serie di tendenze che mirano ad eliminare, anche fisicamente, i portatori di disabilità, nel richiamo alle "tanatopolitiche", le "politiche della morte", utili per sbarazzarsi delle figure non utili ai fini dell'ingrasso del Capitale . Questo è stato forse il passaggio più duro da digerire. I cenni di approvazione da parte di Filomena Calenda sono stati diversi ed ottimamente motivati.
Dallo sfondo di alta drammaticità degli aspetti toccati sono emersi da questo convegno elementi di consapevolezza e speranza che l'oratore ha sapientemente abbinato alla trattazione dei tre temi, inevitabilmente dura e schietta ma in grado di aprire molti occhi.
Abbiamo sollecitato Diego Fusaro, quando è arrivato il momento dell'interazione con il pubblico, sulla UE con una domanda: "In attesa della soluzione di continuità all'andazzo UE e dell'Euro sarebbe possibile da un lato andare verso una struttura diversa, come una vera federazione tra stati che renderebbe la moneta figlia di una personalità giuridica precisa, dall'altro far sì che la politica italiana riesca a sfruttare tutto lo spazio possibile di sovranità, per quanto concesso da trattati e regolamenti, piuttosto che continuare a subire letterine?".
La risposta è stata chiara: "Chi è imprigionato mira ad uscire dalla prigione. L'idea di una federazione di stati mi trova d'accordo, anche se non potrà essere con l'Euro ma ovviamente con una nuova moneta. Sono dell'idea che una federazione di stati nazionali contrapposti alla UE sarebbe una buona soluzione, purché con il primato della politica e della gente e non neutralizzi le sovranità". Sulla competenza dell'attuale politica di districarsi a dovere nell'attuale ambito è arrivato un eloquente silenzio che è valso più di cento risposte.
Diverse tra le dieci domande raccolte da Tedesco sono state interessanti e Diego Fusaro, che ringraziamo per la sua presenza a Termoli così utile e costruttiva, ha risposto da par suo creando un interesse d'altri tempi.
Evento riuscitissimo: chi ha partecipato ha trovato molti elementi di maturazione e crescita e li ha ottenuto da un filosofo ancora così giovane, appena trentacinquenne, ma già così autorevole e raffinato.
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Commento a cura di informaticatermoli.it.
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