Il femminicidio: tema serio ma altamente strumentalizato.

Sappiamo bene che in Italia di tanto in tanto viene "adottato" un argomento che finisce per tenere banco per mesi, ad uso e consumo della strumentalizzazione politica e dell'ansia di visibilità ed autocelebrazione dei vari ministri. Ultimo e buon esempio la signora Boschi che è stata intervistata proprio sul "femminicidio" e nell'occasione mentre la giornalista, Monica Guerzoni, tentava di porre l'attenzione sulla terribile piaga, drammatica alquanto, la signora Maria Elena, dopo aver banalmente bollato il tutto affermando "Anche una sola donna è troppo", ha sottolineato come in realtà il fenomeno è in calo rispetto all'anno precedente di circa il 20 per cento. Probabilmente la titolare del dicastero delle Riforme Costituzionali, che come molti sapranno ha avuto anche la delega per le Pari opportunità, non è molto sveglia se è vero che non coglie nemmeno "lanci" come questo. Magari però, chissà, è talmente furba ed intelligente che ha tentato di fare cassa andando controcorrente. Chi può dirlo? Poco importa, giacché comunque sia è un pasticcio mediatico, uno dei tanti ridicoli passaggi di questa improbabile figura Istituzionale.

Come ha opportunamente ricordato Nicola Porro nella sua rassegna stampa del giorno 11 giugno (Il video) questo è il modo di fare giornalismo in Italia, giacché gli organi d'informazione sanno bene come carpire più ascolti e letture. Oggi infatti è il femminicidio lì dove erano le stragi del sabato sera e la "droga killer", che ci sono ancora ma non fanno più capolino  sui giornali. A breve sparirà anche il "feticcio" della strage di donne.
Attenzione: qui non si vuole sottovalutare il problema che esiste ed attiene a educazione, maturazione, crescita, mentalità e personalità dell'universo maschile ed in questo senso le carenze sono evidenti ed i vuoti saranno difficili da colmare. Saranno necessari alcuni decenni, non illudiamoci di risolvere "domani" e soprattutto di risolvere tramite nuove leggi, perchè è sufficiente applicare quelle esistenti.

Oggi la "strage di donne", che peraltro stando alla signora Boschi a quanto pare non esiste, è letteralmente USATA per vari scopi, trasmissioni televisive comprese, come quella della signora D'Urso, ed il martellamento è così continuo e potente che, ad avviso di chi scrive, forse come primo risultato scatena alcuni "imitatori". Esagerato dirlo? Niente affatto: il risalto mediatico, l'esltazione dei protagonisti su tv e quotidiani, il ricamare intorno ai particolari e soprattutto le violazioni di diverse norme con riguardo al diritto alla Privacy ed al segreto isttruttorio non siano altro che istigazioni a delinquere. 

Non c'è alcuna necessità di nuove leggi, di stanziare fondi, di provvedimenti MIRATI o di particolari prese di posizione: le norme ci sono e quando vengono uccisi uomini, donne, bambini ed anziani, a prescindere da qualsiasi altra considerazione, bisogna punire con durezza e fermezza gli assassini, applicando tutte le aggravanti previste dai nostri Codici. 

Il resto è speculazione.

StFio

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