Modigliani: falsi alla mostra di Genova? La segnalazione di un critico toscano, il decreto di sequestro della Procura, il solito Sgarbi splendidamente controcorrente e tanti altri contributi: impazza la diatriba. Sulla nota polemica pubblichiamo il parere di Gennaro Rubbo, studente in Beni archeologici e storico artistici della d'Annunzio e laureando in Storia dell'arte contemporanea, che ringraziamo.

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La mostra Modigliani a Genova lascia un grande amaro in bocca, di Gennaro Rubbo.

Palazzo Ducale, Genova, 2017. Doveva essere l'ennesimo tributo a uno dei più grandi maestri del XX secolo e invece l'esposizione di Genova ha lasciato l'amaro in bocca. L'intento era quello di presentare il percorso creativo dell'artista labronico: dalle tele più famose ad altre meno conosciute. Il successo è stato tutto del pubblico che, ahimè, è stato beffato come l'artista stesso. Come ormai accade da tempo, il falso sembra ancora una volta farsi gioco dell' essenza stessa dell'arte. Colpito dunque Modigliani, ancora lui, ancora vittima dei falsari. Correva l'anno 1984 quando per celebrare il centenario della sua nascita Livorno organizzò una retrospettiva dal titolo "L'altro Modigliani: gli anni della scultura". Quello fu uno dei momenti più bui della critica italiana: nomi illustri caddero in pieno nello scherzo goliardico organizzato da tre studenti e un artista che nel caldo torrido di luglio, gettarono sculture false nel Fosso di Livorno, giudicate autentiche. Oggi la storia sembra ripetersi⁠⁠⁠⁠.

Tra le opere esposte nel Palazzo Ducale ben 13 sarebbero delle riproduzioni o addirittura rifacimenti di opere del Maestro livornese. A dare l'allarme è stato Carlo Pepi, esperto di Modigliani nonché uno dei pochi a non cadere nel tranello dell'84. Pepi ha posto l'attenzione sulla provenienza di tale opere, in quanto i cartelli che accompagnavano i dipinti rinviavano semplicemente a "collezioni private" . Adesso spetterà alla commissione scientifica tirare le somme dell'ennesimo capitolo di una storia di falsi. W. Benjamin nel 1936 aveva già anticipato ciò che effettivamente sta accadendo oggi nel mondo dell'arte: il rapporto tra opera e fruizione sta cambiando letteralmente. Bisogna dare una svolta in tal senso e preservare la vera arte perché essa rappresenta ieri, l'oggi e il domani della nostra civiltà.

GR

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nota a cura di informaticatermoli.it

Gennaro Rubbo mette in evidenza un "guasto" molto più importante di quanto possa apparire ad una occhiata superficiale. Dopo l'inflazione di parole e l'inquinamento informativo che Internet ha innescato, inevitabile ma non per questo meno nocivo e pericoloso, ora anche l'Arte sembra essere sempre più nel mirino di parassiti, ignoranti o, nel migliore dei casi, burloni che, non avendo voluto mettere sulle proprie spalle il sacro peso di una maturazione culturale che dovrebbe invece essere un preciso dovere di qualsiasi cittadino che voglia definirsi tale, hanno scelto la via della pochezza. Noi siamo convinti che alla fine si potrà avviare un percorso di ripresa e di risalita. Valori fondamentali, etica, cultura e senso civico sono sospinti anche e soprattutto dall'Arte, quella con la A, che dovrebbe essere onorata sempre perché è tra i motori più potenti di aggregazione, coesione e scambio culturale tra popoli. Motore di integrazione vera, non commerciale, non speculativa, non a scopo di lucro.

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