Un'immagine, mille pensieri. La strada della vita.

Un'area molto frequentata, posta tra un centro commerciale ben noto ed alcune delle vie della semiperiferira o, se lo si preferisce, del semicentro di Termoli. Gli alberi, l'erba, qualche panchina e poi una serie di indumenti, di "stracci", a terra nei pressi di un cespuglio. Perché sono lì quei panni bisunti e malandati?

Pare improbabile che qualche famiglia "normale" abbia potuto gettarli lì, giacché avrebbe avuta la disponibilità degli appositi bidoni o la possibilità di donarli a qualche organizzazione che accoglie poveri e disagiati. Dunque, più verosimile appare che siano stati posti lì da qualcuno che "vive la strada", che non ha una casa, povero, sfrattato, immigrato, clandestino o meno non importa, in questo caso, o comunque qualcuno che non ha un posto nel quale passare le proprie notti. In verità, quella roba è lì da alcuni giorni ma tant'è. Un giaciglio di fortuna, sembra essere, a meno che non siano stati semplicemente abbandonati da qualcuno, sempre "clochard" a qualsiasi titolo, cui è toccato in sorte qualcosa di più nuovo o comodo o caldo.

Tra le ipotesi fa capolino una sola certezza: le sensazioni di sgomento e di disagio, se non di sofferenza "per conto terzi", che chiunque abbia anche solo un barlume di umanità dentro di sé non può non provare. Ognuno di questi stati, di queste condizioni che possono essere poi accompagnati da svariati altri, trova una motivazione. Il disagio è del tutto umano, il disagio di sapere di chi possa trattarsi e di non sapere cosa dire e cosa fare quando ci si trovi faccia a faccia. Lo sgomento può colpire soprattutto perché, vista la situazione generale, non pochi di noi finiscono per pensare: "Domani potrei esserci io al suo posto". La sofferenza tocca ai più sensibili, che la percepiscono e vivono quasi fossero loro stessi a vivere situazioni del genere. 

Nella testa corrono pensieri, idee, riflessioni. Per esempio, s'immagina che una società civile "più civile", coesa ed altruista potrebbe aiutare a ridurre sensibilmente il numero di cittadini che cadono in disgrazia, ma subito dopo ci si rende conto che si tratta di pura utopia. Eppure la strada sarebbe esattamente quella ma dovrebbero prima verificarsi parecchie condizioni, invero improbabili a palesarsi, ed anche alcuni miracoli, come ad esempio la progressiva svalutazione del "dio denaro" e politiche, nazionali ed internazionali, in grado di ridurre le divaricatissime "forbici" che al momento spaccano letteralmente in due il mondo tra ricchissimi e poveri, con una categoria di mezzo assai limata e ridotta ai minimi termini, cioè la famosa classe media che tende a scivolare sempre più verso il basso. 

Una volta osservata una scena come questa si mette più attenzione e ci si guarda intorno, in giro per la città, rendendosi subito conto che non ci si è soffermati su una eccezione ma su quella che è già quanto meno una piccola regola.

StFio

 

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