Né servi, né incapaci. Il titolo del pezzo di Marcello Veneziani, pubblicato lo scorso 16 maggio 2018, potrebbe essere esaustivo di per sé.

Come è noto però un titolo non basta mai né deve bastare. Il noto giornalista, scrittore e filosofo di destra ha ottimamente inquadrata l'attuale situazione. A due mesi e mezzo dal voto la confusione regna sovrana e del governo nemmeno l'ombra. 

La parte fondamentale dello scritto in questione però è quella che affronta il rapporto tra il nostro Paese e l'Europa e qui Veneziani dimostra una volta di più il proprio buon senso e la grande capacità di analisi che lo sospinge. Il passaggio che ci pare fondamentale, consistente in alcuni periodi, è questo: "Sarebbe una follia formare un governo anti-europeo. Il problema non è sfasciare l’Europa ma ricostruirla diversamente, rivedere i presupposti e i criteri ispiratori. E non solo. Il vero problema non è scaricare sull’Europa tutti i nostri guai, anche quelli che sono made in Italy. Non si può fondare sull’antieuropeismo il proprio consenso. La questione non è attaccare l’Europa ma rilanciare l’Italia, tutelare la sua dignità e la sovranità popolare ed elettorale, politica ed economica, nazionale e culturale. E su questo tema, salvo qualche traccia in Salvini, c’è poco in questo abbozzo di governo." Ci permettiamo la presunzione di affermare che questa è la sintesi perfetta di chi, essendo davvero di destra, è in grado di tenere conto di tutte le conseguenze e degli effetti collaterali di una decisione. Azzardiamo che sarebbe un grande statista, Veneziani, ma fa un mestiere diverso per sua fortuna.

Interessante come tutto l'articolo. Da leggere.

 

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