La musica è eterna, ma il Tempo vola. Impietoso.
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Se hai almeno 45, 50 anni, in questo 2018, probabilmente sei cresciuto ascoltando generi musicali dell'epoca e, magari, legandoti a determinati gruppi storici o cantanti dal carisma formidabile. Niente di più facile, avviene normalmente quando c'è in gioco quel linguaggio universale che è la Musica.

Tanti ricordi, emozioni e passioni. Accade però che un particolare, come un inusitato lampo a ciel sereno, ti svegli di soprassalto e allora ti rendi conto che è passata una vita. Mi è successo oggi con Rick Davies, seconda voce e tastierista dei gloriosi Supertramp (nella foto di gruppo, il primo a destra). Ascoltando il brano è "I'm beggin' You", in fondo nemmeno una delle punte di diamante nella storia degli allora capelloni, ma cantato proprio da Davies, si è scatenata quella misteriosa cosa chiamata memoria.
All'improvviso ti accorgi che Rick ha 74 anni, tu che lo ricordi ragazzo, che Robert Plant ne ha 70, l'apparentemente immortale Mick Jagger 78, Paul McCartney 76, Dionne Warwick 77, Lionel Richie 69 (un giovanotto) e così via. Che dire, poi, di quelli e quelle andati via? Freddie Mercury nell'oramai lontano 1991, Chris Squire nel 2015, Jeff Buckley nel 1997, Whitney Houston nel 2012, Prince e George Michael nel 2016, Pino Daniele nel 2015 a soli 60 anni, David Bowie nel 2016 e mi fermo qui per ovvie ragioni, scusandomi per i mille e mille, che siano ancora in vita o meno, che non posso citare per ragioni di spazio fisico.
Noi li abbiamo visti suonare e cantare ragazzi, appena maggiorenni o al più decentemente maturi, almeno anagraficamente. Tanto per fare un esempio, quando avevo 10 anni Paul (uno solo può essere chiamato solo "PAUL") ne aveva 33. Non un astro nascente, visto che era già un mito, ma pur sempre molto giovane.
Ora ogni tanto qualcuno tra costoro, fatalmente, ci lascia e lo fa affidandoci alle sue note, ai suoi spartiti, alla sua voce, rubandoci ancora e sempre l'Anima.
Loro se ne vanno, chi prima, chi dopo, perché per tutti arriva il momento. Penso però a Freddie Mercury e ogni volta mi rendo conto che ascoltarlo oggi mi da le stesse, identiche emozioni che mi dava allora, così come riascoltare il basso di Chris e la voce di Whitney, il "soft" di George ed i virtuosismi di David, per non dire del pazzesco ventaglio di generi e della formidabile ricerca musicale di Pino.
Allora, realizziamo due verità, una straordinaria e una cruda, anzi crudele: la Musica ed il Canto sono eterni, ma noi no... e il Tempo vola.

Pino dionne

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