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Venerdì 16 Dicembre 2011 23:21

Telethon 2011. Il convegno in Galleria lancia il suo messaggio: saper vincere quando sembra impossibile.

Autore - By :  Redazione news
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TELETHON 2011, 16 dicembre, Galleria Civica: Scienza, Sport, Arte e Musica per la vita. Il messaggio: saper vincere quando sembra impossibile.

Grandi nomi e testimoni d’eccezione: da Pietro Mennea ad Annalisa Minetti.

Segue il nostro commento.

La Galleria Civica di Termoli ha ospitato il convegno Scienza, Sport, Arte e Musica per la vita. Ho pensato di strutturare questo commento seguendo l’ordine citazione delle discipline, così come indicate nel nome dell’evento.


   In premessa, da rilevare la buona presenza di pubblico, considerando la capienza limitata della sala e della diffusione in verità un tantino tardiva dell’annuncio, per una occasione che ha lanciato messaggi molto forti, soprattutto nel momento difficilissimo che questa società civile vive. I concetti più importanti emersi dal dibattito sono motivo di grande fiducia, di rinnovata voglia di lottare per la vita e per i traguardi da raggiungere, di presa di coscienza di quelli che sono veri drammi. Un passaggio meritevole di ampia diffusione.

La Scienza. Roman Polishchuk, ricercatore del TIGEM, istituto di genetica e medicina in area Telethon, ha offerto un contributo di grande semplicità, pacatezza e partecipazione, per una causa sposata con convinzione. Ha saputo descrivere con parole semplicissime la missione di Telethon, che “terminerà solo quando l’ultima malattia genetica sarà sconfitta”.

   Ha testimoniato direttamente che i fondi raccolti con il fondamentale apporto della BNL  arrivano davvero a destinazione e sono fondamentali per ricerche che diversamente non sarebbero possibili. Ha spiegato che i progetti sono verificati e monitorati da commissioni composte da ricercatori di livello mondiale. Solo Il 15-20 per cento delle proposte ha accesso ai fondi, in una selezione di qualità e mirata su elementi scientifici e priorità. Un passaggio di grande significato è stato quello in cui ha descritto il rapporto diretto che si crea tra Telethon ed i malati, che possono consultare la Fondazione per reperire informazioni, supporto ed indicazioni sui luminari e sugli scienziati più adatti ad affrontare le varie situazioni. Il ricercatore, dopo aver ringraziato per l’invito confessando il grande entusiasmo che gli ha regalato riceverlo, ha chiuso l’intervento con un messaggio di coraggio, fiducia e speranza per i malati e per una società afflitta dalla Grande Crisi, che proprio dalle persone che soffrono e che devono lottare fino all’ultimo per una speranza può e deve prendere esempio per affrontare al meglio le difficoltà. Ha citato casi di malattie molto gravi per le quali le cure sono state già scoperte ed approvate. Altri successi sono però in dirittura d’arrivo. Un grande segnale, proposto con umanità ed umiltà davvero contagiose.

   Lo Sport. Un ospite di massimo livello: Pietro Mennea. La storia dell’atleta, ma prima ancora dell’uomo, sono la fotografia ideale di un’iniziativa come quella della Fondazione Telethon. Mennea non aveva un fisico che potesse lasciar presagire un atleta di livello mondiale. Aveva però volontà, forza, amor proprio, orgoglio ma soprattutto la dignità. Il campione olimpionico ha narrato episodi ed aneddoti della sua vita che sono simboli di un concetto fondamentale: l’impegno continuo, il lavoro, la volontà e la forza interiore sconfiggono diffidenza, supponenza e indifferenza. L’inimitabile campione è spinto da “un’umiltà autorevole”, piena di orgoglio e della giusta valutazione di sé stesso, nella consapevolezza di aver fatto grandissime cose quando nessuno ci credeva, di aver superato e poi sconfitto lo scetticismo da etichetta, imperante in questo Mondo. Basti pensare che è stato capace di conseguire la bellezza di 4 lauree. Dalle sfide, da piccolissimo, sui 50 metri a Porsche e Alfa Romeo per raggranellare qualche lira, fino alle medaglie d’oro ed ai primati storici, passando per una vita che lo ha visto allenarsi anche a Pasqua e Natale tante volte, Pietro Mennea ha trasposto il suo vissuto nel ruolo di Testimonial per Telethon, finendo per rappresentare l’immagine più efficace degli ideali e delle spinte che stanno alla base della ricerca, indispensabile per sconfiggere le malattie più terribili con le quali gli esseri umani devono ancora fare i conti.

   L’Arte. Le “Vele della Vita” di Fredy Luciani sono ancora una volta il contributo nobile a Telethon da parte di un’artista che non ha bisogno di presentazioni.

   La Musica. Rappresentata naturalmente dalla stessa Annalisa Minetti, Testimonial e madrina di Telethon, ha trovato però in questa serata la sublimazione nel duo formato dal Maestro Francesco Cipullo, al pianoforte, e Antonella Pelilli, Soprano che ha incantato i presenti. Il duo ha proposto pezzi di grandissimo pregio, fino all’Ave Maria finale, ipnotizzando il pubblico.

   Arte e Musica: nutrimento dell’anima, fonti di benessere interiore capaci di coalizzarsi con la ricerca scientifica e costituire persino un aiuto verso la guarigione. Esse nobilitano e sublimano l’essere umano, conducendo il suo animo alla sensazione di poter vincere qualsiasi dolore, sofferenza, dramma.

Annalisa Minetti - La cantante non vedente ha sintetizzato tutto: scienza, sport, arte musica e, soprattutto, vita nel suo intervento. Annalisa ha proposto al pubblico un racconto cercando con le sue parole di far vedere agli altri, lei che vedere non può, la propria vita, accostandola alla sua “corsa da non vedente”.

   Si, perché alla fine ha deciso anche di fare atletica. Ha narrato alla platea i suoi primi 1.500 metri, la sfida a chi le aveva detto “non puoi”. Ogni cento metri un passaggio della sua vita, in una progressione sempre più convinta e formidabile a vincere paure, scetticismi e diffidenze, dal “ma chi me lo ha fatto fare?” dei primi cento al crescendo di grinta nei successivi fino al traguardo, per capire proprio lì che non è fondamentale arrivare per forza primi ma avere avuto la possibilità di essere sulla linea di partenza. Così lei, divenuta cieca a 18 anni, è andata avanti “cento dopo cento”. Guidando l’auto quando le avevano detto che non avrebbe mai potuto farlo, sposando un uomo che tutte le amiche le dicevano che non avrebbe mai potuto avere, concependo un figlio proprio quando le avevano detto che non avrebbe nemmeno potuto adottare uno e crescendolo regolarmente e con serenità quando tutti sentenziavano che non avrebbe potuto essere una madre adeguata. La consacrazione di quel  “volere è potere” che non è e non può essere sempre una “La Bibbia” ma che è fondamentale far proprio per affermarsi oltre gli ostacoli. Quei 1.500 metri come passi di una vita, rievocati con forza ma con dolcezza, premessa dell’interpretazione di  “Caruso” di Dalla, in degna chiusura di un evento pieno di contenuti reali.

Si erano alternati al microfono, oltre al Presidente del Consiglio Comunale e relatore Montano, gli altri ospiti della serata.

   Il dr. Domenico Fabbiano, Responsabile della Banca Nazionale del Lavoro per Abruzzo e Molise, ha ricordato i numeri della raccolta dei fondi ma soprattutto il fatto che BNL dimostra come una grande banca possa essere intermediaria non solo nel credito ma anche nel sociale. Dati straordinari, che testimoniano della dimensione dell’iniziativa e dell’impegno di un colosso che da anni permette la realizzazione di progetti che diversamente sarebbero rimasti nel cassetto. La regolarità e la costanza del Direttore sono encomiabili. Egli ha peraltro al suo attivo molte iniziative di questo tipo, fin dagli anni ’90. Una garanzia.

   l’Assessore Cocomazzi ha fatto una riflessione sulla concomitanza tra la Grande Crisi, i 150 anni dell’Unità d’Italia e Telethon auspicando coesione, unità e solidarietà sempre maggiori.

   L’Assessore Provinciale Rita Colaci ha riferito del caso di un uomo malato di distrofia che è nel contempo autosufficiente ma impedito a lavori pesanti, che si è recato all’Ente chiedendo aiuto per trovare lavoro e reagire ad una vergognosa pensione da 250 Euro al mese per l’invalidità, affermando con forza come sia ora di porre fine ad ingiustizie sociali di questo genere.

   Lucia Vitiello, Presidente UILDM, ha conferito al dibattito l’esperienza vissuta nel far incontrare le famiglie dei malati di distrofia, per aiutarle a combattere quell’isolamento nel quale cadono nel percorso dell’assistenza ai loro cari.

Hanno portato il loro saluto anche Pina Desiderio, Presidente IMA Molise , ed il Presidente del CONI Guido Cavaliere.

Occasioni come questa vanno depurate senza indugio da retorica, demagogia e secondi fini. Ho avuto il piacere di non percepire la presenza di nessuna di queste tre “fiere” in una serata che ha lanciato, ancora una volta, un messaggio forte di fiducia e speranza per tanti malati. Un messaggio da trasmettere a tutta la popolazione, come esempio e sprone.

 

Termoli, 16 dicembre 2011.

Aggiornamento: Sabato 17 Dicembre 2011 13:28
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