Una conferenza stampa diversa dalle solite, indetta per riportare, trasmettere e ricordare qualcosa di nobile, quella ospitata dal Ristorante Capo Horn di Termoli. Onori di casa quindi a Vincenzo Fiorda, Presenti Basso Caruso, Sabina Montalto e Barbara Tartaglia, vale a dire gli organizzatori della “Partita della solidarietà, iniziativa sostenuta da: Associazione sportiva “Il trabucco”, Coop. “Giocando giocando”, Assessorato allo Sport di Termoli, Associazione sportiva “L’Isola che non c’è”, Associazione Culturale “Terza Pagina”, Moto Club Road Eaters Termoli e Associazione Culturale“Rio Live – salviamo il termolese.
Basso Caruso, che non ha bisogno di presentazioni, ha introdotto da par suo l’argomento ai rappresentanti degli organi d’informazione ed ai presenti, riportando le sue personalissime emozioni per aver contribuito a realizzare qualcosa che dovrebbe fare da esempio, stimolo e sprone per tanti altri. Ma l’operato di queste persone meritevoli di un plauso incondizionato non si è esaurito con la (volgarmente definita, ndr) raccolta di soldi.
Sabina Montalto è stata infatti in Togo, precisamente nella capitale Lomé, a consegnare direttamente quei fondi, non granché per noi ma piccolo grande patrimonio in quel mondo così diverso, a verificarne di persona la destinazione di spesa e, soprattutto, a concretizzare un contatto umano indimenticabile. Ha ringraziato tutti coloro che ci hanno creduto e consentito di raccogliere una somma che ha permesso la realizzazione di qualcosa di molto importante, e cioè “scolarizzare circa 550 bambini e ragazzi in situazioni molto precarie, fornendo così l’acquisto di materiale didattico e le spese di iscrizione per l’anno accademico 2011 /
Sabina ha descritto le condizioni di quella gente, di quei bambini, che sono anche quelle di tante altre zone del globo. Degrado e povertà che però sono solo nei mezzi materiali dato che in termini umani quelle persone, ad iniziare proprio dai più piccoli, possono darci lezioni. Proprio quei bambini che passano tanto tempo per le strade, che hanno fame, che non hanno nulla, sono un esempio per tutti: mai sentito uno tra loro lamentarsi, piangere, fare capricci, così ha detto Sabina. Sono capaci invece di regalare un sorriso per un gesto semplice, uno sguardo o un’attenzione benché minima, in una manifestazione che è davvero umana, che nasce direttamente dal profondo dell’anima per correre in un attimo nel cuore. Sintomatica è proprio la situazione delle scuole, lì dove sono messi assieme ragazzi di età diverse, per una formazione rabberciata e difficoltosa ma sentita e vissuta come un privilegio. Tutti invariabilmente educati, rispettosi degli adulti e dei ruoli, anche e soprattutto di quella vita che regala loro così poco. Non hanno bisogno di molto per regalare allegria, sorrisi e rispetto.
Barbara Tartaglia, titolare ed istruttore della palestra “L’Isola che non c’è”, ha sottolineato come sia fondamentale organizzare meglio i prossimi eventi, comunicandoli per tempo ed in modo più efficace, per poter giungere a risultati ancora più importanti, auspicando uno sforzo comune più consistente ed allargato. Siamo d’accordo, perché il Mondo è piccolo e le difficoltà, il degrado, la delinquenza e la povertà si propagano ed hanno, purtroppo, forza sufficiente a soffocare i migliori sentimenti. I depositari di questi ultimi devono e possono reagire perché non vada mai dispersa la speranza di poter fare qualcosa di buono per chi non ha il problema dello spread BTP/BUND e degli indici di borsa o di reperire il cellulare più alla moda, ma semplicemente quello di trovare da mangiare, di lottare per la sopravvivenza.
Basso Caruso non ha nascosto la commozione provata per questo bel risultato e lo stimolo che esso costituisce, per lui e gli altri partecipanti all’iniziativa, ad insistere ed impegnarsi ancora. E’ uno di quegli uomini ben convinti che arte, musica, sport e cultura siano i migliori veicoli per combinare qualcosa di buono.
Complimenti a lui e tutti i coloro che hanno contribuito.











