Ferme restando le pecche di Berlusconi, mai negate, si tratta pur sempre di un uomo che ha dato molto alla politica, a modo proprio, innovando in qualche misura, trovando poi tanti ostacoli in un'Italia che rifiuta di cambiare, questa è la verità. Siamo però ora davvero al disgusto. Mai avrei pensato, nonostante tutti i segnali sconfortanti che la nostra epoca ci regala, che ci sia gente popolazione sia avvezza a lasciarsi ipnotizzare dai tam-tam mediatici della peggiore fattura, accettando di prodursi in manifestazioni di ignoranza così evidenti e squalificanti.
Ieri ho avuto la fortuna / disgrazia di ascoltare in diretta il voto alla Camera dei Deputati per la Legge di Stabilità, con interventi dei leaders politici, senza distinzioni di colore, che non erano dichiarazioni di voto ma in realtà veri e propri comizi ed attacchi personali. Incredibile, disgustoso si. Il massimo è stato raggiunto con l'intervento di Franceschini del PD, che si è prodotto in un'arringa davvero ridicola, arrivando ad attribuire a Berlusconi la colpa della "personalizzazione" della politica, quando proprio il PD, sebbene in ottima compagnia, per anni non è stato in grado di fare altro che ripetere continuamente il cognome del premier, con a corredo non già idee o soluzioni alternativa ma insulti, offese, deprimenti dimostrazioni di vuoto pneumatico.
La manifestazione, anche se fatico a definirla tale, sotto Montecitorio: segnali di inviciltà che non fanno ben sperare, perché se questo atteggiamento è rappresentativo della classe politica che sta per partorire il cosiddetto governo tecnico, siamo davvero nel fango. A proposito di governo tecnico, se questo sarà concepito senza nessun collegamento con l'arco politico , con i partiti, con la composizione dei numeri scaturiti dall'ultimo passaggio alle urne, sarà sbagliatissimo, come giustamente sottolineato ad esempio anche da Folli sul Sole 24 ore di oggi. Senza un dialogo con i partiti, quanto durerebbe? Capisco il progetto della classe politica attualmente all'opposizione, asservita al potere finanziario, di rubare poltrone nonostante la sconfitta delle ultime politiche, ma vogliamo scherzare o cosa?
Mi domando per cosa tanta gente stia festeggiando. Persone che di norma tiravano la monetina per decidere se prendere un caffé, all'improvviso hanno speso in spumante, dolci, aperitivi e via dicendo. Perché? Cosa cambierà, ora, oltre la sostituzione di un uomo oggettivamente avversato al 200 per cento? Le norme approvate saranno esattamente le stesse, con l'aggravante di nuovi interventi sui conti correnti e a vario titolo sulle nostre tasche, come d'altronde pare che necessità comandi. Ma ne siamo poi così sicuri? Ieri ho sentito farfugliare qualcuno di pareggio di bilancio nel 2014 invece che nel 2013 e nessuno si è degnato di sdegnarsi, come sarebbe accaduto in modo sanguinario se ci fosse stato ancora Berlusconi alla Presidenza del Consiglio. Non solo: chi definiva "macelleria sociale" alcuni provvedimenti ora li firmerà senza colpo ferire, qualcuno mi spiega con quale faccia?
Esperienza davvero triste, vedere sorrisi a non so più quanti denti, da parte di persone adulte che, come tali, dovrebbero essere mature e consapevoli, eccitate quasi come bimbi che abbiano appena ricevuto un giocattolino o, ahimé come da mondo m oderno e squilibrato, un supercellulare costosissimo. Vedere gente fuori di sé, gli occhi spiritati, sghignazzare allegra quando 48 ore prima piangeva miseria. Cos'è successo, nel frattempo? Le dimissioni di Berlusconi, oltre a risanare miracolosamente le borse (rido), hanno fatto spuntare banconote fresche per tutti?
Non credo che sia questo il buonumore di cui necessitiamo per risollevare un'Italia umiliata da un'intera classe politica, non da Berlusconi, umiliata dalla stessa dabbenaggine di troppa parte della popolazione che, letto un titolone o ascoltato un proclama, si comporta come un branco di cani ammaestrati ed addestrati per fare del male.
Vorrei riportare alla memoria di tanti le parole di un certo leader (uno a caso, IDV), che dopo il vergognoso casino di Roma da parte dei Black Blocks (li scrivo con la maiuscola, rispettando persino loro...) ha avuto l'ardire di affermare che stava bene a questo Governo che "se le cerca", così come le incredibili affermazioni di chi, pur di coprire di fango l'avversario, quasi si rallegrava dell'andamento disastroso della borsa, dello Spread e il Cielo sa di cos'altro.
Noi, "noi", non siamo così. "Noi" speriamo invece che l'Italia migliori, che sappia reagire bene, con la forza degli imprenditori, dei cittadini assennati che non dimenticano di avere un'intelligenza, di tutti coloro che lavorano, dei nostri politici migliori, per quanto oramai questi ultimi siano merce rara. Potremo, però, fare questo con una politica calpestata, umiliata e sputata dal potere economico / finanziario? Potremo mai reagire se a governarci sarà SOLO chi gestisce inconrtastato i flussi di capitali? Potremo mai produrci in una crescita effettiva se al potere c'è IL DIO EURO?
Forse in tanti dovrebbero apprendere l'esercizio della riflessione seria. Ho il massimo rispetto per Monti, così come per Mario Draghi, ma quando l'altro giorno lo hanno omaggiato della carica di senatore a vita mi sono tornate in mente tante cose. Beh, ma si, paghiamogli questo compenso, d'altra parte grazie a lui non bruceremo più miliardi in borsa... giusto?
Se l'Italia fosse un Paese serio almeno al 50 per cento, consapevole della propria identità e con una sovranità nazionale sentita e vissuta prima che codificata, quando l'altro giorno Sarkozy si è permesso un'intromissione senza precedenti nelle cose di casa nostra sarebbe insorto in blocco, gliele avrebbe cantate e lo avremme messo all'angolo. Non è successo, nessuno si chiede come mai? Nessuno si domanda come mai solo qualche sparuto giornalista ha rilevato e risposto per le rime, rischiando magari anche qualcosa?
Cari connazionali, le ottime paste di cui sono capaci le nostre pasticcerie mangiatele per festeggiare il sorriso di un figlio, di un nipote, di un innamorato, di un amico... non per la caduta di Berlusconi. Perché se accade questo siamo ridotti non male, ma malissimo. Personalmente non mi sognerei mai di festeggiare per la caduta di un Bersani, di un D'Alema, di un Franceschini, per quanto agognata o desiderata. Perché ho il piccolo grande orgoglio di non misurarmi su astio, invidia, fastidio personale.
Mettiamoci tutti in testa uina cosa: in queste condizioni, fino a che anche soltanto mille cittadini riterranno di comportarsi in questo modo che non so ancora se definire stupido o da ipnosi collettiva, l'Italia non crescerà mai. Passassero anche diecimila anni. Mai.
red











