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Il Dr. Di Pietro e gli eccessi. E' ora di ribellarsi. PDF Stampa E-mail
Mercoledì 21 Settembre 2011 20:43

   Non pochi italiani sono stanchi di Berlusconi ma, c'è da giurarlo, non soltanto di lui. Oggi l'ennesima dimostrazione di pochezza e di ansia da astio represso, di quei modi che stanno irreversibilmente guastando il clima del nostro Paese.

   Se andrà a finire male la responsabilità non sarà di Piazza Affari, né di Wall Street, né delle manovre economiche, ma della decadenza culturale e della pochezza del dialogo, alimentate da interventi come quello del quale oggi si è reso protagonista il dr. Di Pietro. Al quale mi rivolgo, con il rispetto che lui non sempre riserva al prossimo, certo di interpretare il pensiero di tantissimi italiani.
   Caro Onorevole Di Pietro, i suoi modi peggiorano a vista. La sua frase di oggi ("Il cav. lasci o ci scappa il morto") non può essere perdonata né giustificata in alcun modo nemmeno nel caso in cui sia davvero stata pronunciata con intento scherzoso, nemmeno come metafora "spinta" o estrema.  Lei riesce ad andare persino oltre quei limiti massimi tollerabili di sdegno e maleducazione ai quali pure troppo spesso la nostra politica si avvicina pericolosamente, per toccarli di tanto in tanto con gravi danni per la serenità della nostra società civile.

* * *    Il nostro conterraneo parla di dignità, onore, onestà, rispetto salvo poi esprimersi in questo modo. E' tempo che i cittadini coscienti, educati e rispettosi si ribellino di fronte ad episodi come questo. Il linguaggio dell'on. Di Pietro fomenta, istiga, provoca oltre qualsiasi limite accettabile e non appartiene alla società civile che l'ex p.m. di Mani Pulite dice di voler difendere. Con il suo linguaggio e la sua ansia di provocare reazioni scomposte, egli riesce a rovinare anche le sue istanze migliori, quelle idee e quei passaggi che non sarebbero affatto da disprezzare, se non fossero affossati senza pietà da un incedere a dir poco offensivo.

   Sono frasi, queste, da evitare, da non dare assolutamente in pasto all'opinione pubblica, ancor più in un momento come quello che viviamo attualmente. Quanto meno a fare questo non deve certo essere un personaggio di primissimo livello in termini di visibilità ed esposizione mediatica.
Un vero peccato.
   A proposito: non è naturalmente mancato qualche compiacimento, malcelato ma non troppo, da parte di certa stampa.
Fatemi capire, perché davvero non ci arrivo più.