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Chi è causa del suo mal... PDF Stampa E-mail
Giovedì 20 Ottobre 2011 16:52

   La tornata di voto per le regionali porta con sé, come era normalissimo prevedere, strascichi e conseguenze varie. Tra queste ve n'è una che merita a mio avviso una evidenza particolare: l'abitudine ad addossare sempre a qualcun altro le responsabilità dei propri fallimenti.

Questo movimento ha "rubato" voti all'altro o al candidato tizio, il candidato caio ha sottratto consensi a messer sempronio e via dicendo. Come se tutti coloro che si sono recati nella cabina elettorale lo avessero fatto sotto ipnosi. Certo, in parecchi avranno votato tenendo conto di un favore, di un obbligo, di un "debituccio" per così dire. Non lo metto in dubbio. Certo è che, però, fa impressione ascoltare gente che aveva alle spalle simboli importanti lamentare che il proprio fallimentare risultato è dovuto al Movimento 5 stelle o all'istigazione al voto disgiunto, sul quale ho peraltro un'opinione che è meglio non riportare per non offendere il buon gusto del passante / lettore.

   La presenza nella competizione elettorale del citato movimento, così come di candidati magari "inviati" ad hoc per contrastarne altri, non cambia di una virgola la verità: chi consegue un risultato di scarso livello deve interrogarsi, riflettere e capire il perché, molto ma molto prima di piagnucolare e scagliarsi contro chi, legittimamente e nel pieno diritto, ha proposto il proprio nome ai cittadini elettori.

   Scaricare classicamente il barile: uno dei vezzi più diseducativi e vigliacchi, soprattutto per i nostri giovani, i nostri figli.

   Non sentiremo praticamente nessuno dire "Il mio fallimento è dipeso solo da me"... anche perché chi lo pensa sul serio probabilmente resterà zitto.

 

red