Termoli… l’altro ieri, oggi e domani: i messaggi del libro-documentario.

Quella di sabato 18  gennaio è stata una serata speciale per Termoli. La presentazione del libro di Nicola Troilo e Pierluigi Pranzitelli, “Le estati termolesi dal 1878 al 1925”, che ha avuto luogo nella sala del cinema Sant’Antonio a cura dell’associazione culturale “Andrea di Capua duca di Termoli”, ha svelato un “mondo antico di nome Termoli”, con  quelle estati scintillanti di feste, piene di aneddoti e pettegolezzi molti dei quali probabilmente tramandati da chi magari nemmeno c’è più e con protagonisti dai cognomi che ancora oggi sono diffusissimi in città, per non parlare di soprannomi e nomignoli.
Nel comunicato stampa di presentazione avevamo detto che non si sarebbe trattato di un’operazione nostalgia. In realtà la serata è poi andata oltre le aspettative e assai  oltre questo  metaforico “paletto”.
Il volume è stato costruito su articoli dei periodici dell’epoca, reperiti presso la biblioteca Pasquale Albino e poi catalogati da Nicola Troilo. Pierluigi Pranzitelli ha lavorato al miglioramento della leggibilità Le foto sono state invece conferite da Roberto Crema, presidente dell’associazione e “pilota” della serata; definirlo moderatore sarebbe riduttivo.
L’evento  ha  riservato subito in  avvio una grande sorpresa:   l’intervento di Monsignor Leo Boccardi, Nunzio apostolico in Iran.  Una presenza che ha conferito ulteriore lustro ed interesse ad  un evento già di per sé di grande valore culturale e storico. Sua eccellenza ha parlato della situazione in Medio Oriente e naturalmente con specifico riferimento ad  Iran e Iraq  sottolineando come ad oggi gli appelli alla diplomazia ed al dialogo non abbiano  granché ottenuto risultati. Si auspica un cambio di atteggiamento in tempi brevi.
Dopo quel saluto così speciale l’evento è entrato nel vivo.
Poiché alla cronaca ci ha pensato la stampa locale, si preferisce qui  evidenziare i passaggi più importanti in sintesi.
La sopraffina teatralità di Aldo Gioia, che ha dato colore a quei pezzi di cronache di altri tempi, e le  “scene” dipinte dal vernacolo di Anna Catalano manco fosse un pennello magico, hanno regalato sussulti, ricordi, ilarità e  immagini che più termolesi di così è impossibile, nobilitando le impeccabili relazioni.
altro innesto perfetto  quello del direttore dell’archivio di Stato di Campobasso ed Isernia Vincenzo Lombardi  che nella sua raffinata e dettagliata esposizione ha allargato il discorso sulla la storia della biblioteca Pasquale Albino, fonte preziosa di infinite risorse storiche e culturali anche per quest’opera,  incredibilmente chiusa, esortando Tra l’altro il nostro sindaco Francesco Roberti, presente in prima fila insieme alpresidente del consiglio comunale Michele Marone,  ad occuparsi della faccenda in tempi brevissimi anche e soprattutto in virtù del suo incarico di presidente della provincia di Campobasso.   
 
 
 Nella sua sapiente e ben mirata moderazione, il Presidente dell’Associazione Andrea di Capua Duca di Termoli a di volta in volta  presentato i relatori  illustrandone a grandi linee competenze, carriere contenuti loro interventi.
  A questo augurio si è associato poi Roberto Crema il quale però non è parso molto ottimista rispetto all’intelligenza degli  quello che  cercate di informarti che state di leggeresta succedendoesseri umani, che andrebbe applicata in modo molto deciso ad una situazione come quella creata in quella parte del mondo
 Gli interventi dei relatori hanno spaziato su aspetti storici, antropologici e culturali Facendoci capire che questo territorio e Termoli così come il Molise contengono nella propria storia molto più di quanto  ognuno di noi potesse immaginare.  
Le letture dell’attore Aldo gioia, efficacissimo e divertente la persona che sta zitta l’idea che tu sia responsabile della vita di qualcun altro sono in una sola direzione è lo spirito che può fare la differenza questa da vecchia questa cosa Scommetto sicuro vero Sono stata una lesione al midollo spinale ma io riconoscerei adesso punto non mi resta che scegliere un favore personale non dovrò provvedere cottura in acqua devo dire che è figo appena detto giusto abbiamo passato una notte insieme il mio capo perciò non credo almeno incidente la sera in cui ci siamo presentati è vero che riesco a riconoscere una canzone da tre note e tu sei molto promettente giusto per te sopravvalutato decido io come mandare tipo veramente carino ci siamo conosciuti era questa ragazza Lui era 11 nell’interpretare alcuni dei pezzi  riportati Amore guarda che per ragazzi tua mamma non ti ha insegnato che dire grazie nel libro: aneddoti gustosi, episodi spassosi  ed “malandrine” acrobazie dei potenziali Dongiovanni, perle di puro divertimento ed ilarità. 
Cosa dire poi di Anna Catalano,   
socia della associazione culturale, che con i suoi intermezzi in  Vernacolo ha interpretato e rappresentato scenette anche un po’ piccanti in linea con lo “spettegolare” dei periodici oggetto di raccolta nel libro. 
C’è stata inoltre  la proiezione di un filmato sconosciuto alla stragrande maggioranza dei termolesi , un cortometraggio assai suggestivo nel quale sono contenute le immagini più tipiche e caratteristiche delle attività dei Pescatori termolesi e dei luoghi più antichi ed importanti della città.
 Dopo  il saluto di Monsignor Boccardi  l’evento è entrato nel vivo  proprio con Aldo gioia, attore, regista ed  Aldo Gioia attore regista ed  insegnante di  dizione e lettura,  a declamare uno uno dei pezzi di cronache dell’epoca riportati nel volume.
 Il presidente Crema ha spiegato, tra un relatore e l’altro,   gli scopi dell’ opera di una associazione culturale che pur essendo sul campo da non molti anni ha già  proposto diverse pubblicazioni ed organizzato svariati eventi alcuni dei quali hanno varcato i confini regionali.
 Ha dichiarato:”Questo testo rientra pienamente in quelli che sono gli scopi statutari dell’associazione ed in particolare  recuperare,  valorizzare, tutelare  e diffondere la cultura e le tradizioni di Termoli”.
 Ha anche sottolineato come uno degli scopi di questo libro, nato in effetti da un’idea di Nicola Troilo che aveva e catalogato tanti articoli dei  periodici di quegli anni proposto di svelarli al pubblico,  è quello di sensibilizzare pubblico ed istituzioni a cambiare il destino della biblioteca Pasquale Albino che, ha detto, è un vero e proprio scrigno  di tesori.  Un patrimonio che va assolutamente reso di nuovo accessibile e nel parlare di questo non ha mancato di sollecitare primo cittadino, Roberti,  seduto in prima fila. 
COD: 1677 Categorie: , , ,

Descrizione

Quella di sabato 18 gennaio è stata una serata speciale per Termoli. La presentazione del libro di Nicola Troilo e Pierluigi Pranzitelli, “Le estati termolesi dal 1878 al 1925”, che ha avuto luogo nella sala del cinema Sant’Antonio a cura della ASSOCIAZIONE CULTURALE “ANDREA DI CAPUA – DUCA DI TERMOLI”, ha svelato la Termoli di più di cento anni fa, con quelle sue estati scintillanti di sole e feste, piene di aneddoti e pettegolezzi molti dei quali, chissà, tramandati a figli e nipoti da chi oggi quasi certamente non c’è più. Racconti la cui eco rimbalza tra le mura del “Paese vecchio”, con protagonisti dai cognomi che ancora oggi sono identità della città, per non parlare di soprannomi e nomignoli.
Nel comunicato di presentazione avevamo detto che non si sarebbe trattato di un’operazione-nostalgia e così (non) è stato. In realtà la serata è poi andata ben oltre le aspettative e questo metaforico “paletto”. Poiché alla cronaca ha già pensato la stampa locale si preferisce qui evidenziare i passaggi più importanti in relativa sintesi, sebbene la quantità di contenuti sia tale da rendere complicato l’esercizio.
Il volume è stato costruito su articoli dei periodici dell’epoca, reperiti presso la biblioteca Biblioteca Provinciale “Pasquale Albino” che come vedremo è stata un tema caldo della serata, e poi catalogati da Nicola Troilo. Su tale materiale ha lavorato il Prof. Pierluigi Pranzitelli per migliorarne leggibilità e fruibilità lasciandoli comunque assolutamente intatti nei contenuti. I due autori hanno illustrato il lavorosvolto ognuno per la propria parte con efficacia ed opportuna sintesi in una situazione nella quale i tempi erano assai stretti per ciò che era e che poteva esserci in ballo.
Le foto sono state invece conferite da Roberto Crema, presidente dell’associazione e vero conduttore della serata, giacché definirlo moderatore sarebbe riduttivo. Egli ha spiegato che “Questo testo rientra pienamente in quelli che sono gli scopi statutari dell’associazione ed in particolare recuperare, valorizzare, tutelare e diffondere la cultura e le tradizioni di Termoli”. Il libro è il prodotto del lavoro di squadra,come più volte ricordato proprio dal presidente, di una associazione culturale che arriva all’undicesima pubblicazione mostrando coesione, organizzazione e soprattutto grande collaborazione tra i soci.

Crema ha poi sottolineato come uno degli scopi di questo libro, nato dall’idea di Nicola Troilo, è quello di sensibilizzare pubblico ed istituzioni a cambiare il destino della biblioteca Pasquale Albino, “un vero e proprio scrigno di tesori”. Un patrimonio che va assolutamente reso di nuovo accessibile e nel parlare di questo non ha mancato di sollecitare primo cittadino, Roberti, seduto in prima fila.
L’evento ha riservato subito in avvio una grande sorpresa: l’intervento di Monsignor Leo Boccardi, Nunzio apostolico in Iran. Una presenza che ha conferito ulteriore lustro ed interesse ad un evento già di per sé di grande valore culturale e storico. Sua eccellenza ha parlato della situazione in Medio Oriente sottolineando come ad oggi gli appelli alla diplomazia ed al dialogo non abbiano ottenuto risultat apprezzabilii. Si auspica un cambio di atteggiamento in tempi brevi.
Dopo quel saluto così speciale si è entrati nel vivo.
Partiamo dai due interpreti “artistici” della Memoria cartacea e della identità dei nostri territori.
La sopraffina capacità di declamazione dell’attore Aldo Gioia, dall’oratoria debordante e, parafrasando il calcio, in grado di “fare reparto da solo”, ha dato colore e voce a quei pezzi di cronache di altri tempi in bianco e nero, messi a dura prova dal Tempo ma affatto inficiati se non marginalmente.
Il vernacolo di Anna Catalano ha dipinto scene manco fosse un penello magico, con “colore” ed una certa dose di “piccante”, visioni che hanno regalato sussulti, ricordi, ilarità e immagini che più termolesi di così è impossibile.
C’è stata inoltre la proiezione di un filmato (1948) sconosciuto alla stragrande maggioranza dei termolesi , un cortometraggio assai suggestivo nel quale sono contenute le immagini più tipiche e caratteristiche delle attività dei Pescatori termolesi e della Processione a mare di San Basso.
A dir poco emozionante.
Passiamo ai due relatori tecnici.
ll direttore dell’archivio di Stato di Campobasso ed Isernia Vincenzo Mario Lombardi nella sua raffinata e dettagliata esposizione ha allargato il discorso sulla la storia della biblioteca Pasquale Albino, fonte preziosa di infinite risorse storiche e culturali, anche per quest’opera, incredibilmente chiusa, esortando tra l’altro il nostro sindaco Francesco Roberti, presente in prima fila insieme al presidente del consiglio comunale Michele Marone, ad occuparsi della faccenda in tempi brevissimi anche e soprattutto in virtù del suo incarico di presidente della provincia di Campobasso. Ha poi spaziato su molti aspetti riguardanti gli archivi storici, i documenti, le stampe dei periodici a cavallo tra ‘800 e ‘900 e le modalità con le quali venivano prodotte. Un patrimonio immenso custodito in quella biblioteca tristemente inaccessibile che con questo libro la ” Di Capua” meritoriamente diffonde, almeno in piccola parte. Bisogna raccogliere questo esempio.Subito ed appieno.
Per Letizia Bindi servirebbero un giorno intero e moltissime righe solo per riportare il suo curriculum, tanto è denso di titoli, specializzazioni ed esperienze: Nativa di Grosseto, Professore associato di Antropologia culturale presso l’università del Molise , laurea in Lettere, dottorato in Etno antropologia, ha insegnato Antropologia culturale alla Sapienza di Roma e a Trieste, tenuto seminari e corsi in Francia ed anche a Dubai presso l’Istituto per il Patrimonio culturale. Ha collaborato con la Rai, ottenuto diversi premi. Tante le partecipazioni a comitati scientifici. Ha svolto studi su tradizione come i Misteri e le Carresi. In sintesi si occupa da molto tempo di patrimoni culturali. Ha collaborato Tra l’altro proprio con Vincenzo Lombardi a ricerche sulla storia Molisana.
Ha proposto un’analisi della società e del tessuto termolesi di allora, precisando in modo sorprendente per molti dei presenti che la Civitas Thermularum non era affatto “arretrata”, tutt’altro. C’era, tanto per dirne una gustosa, disinvoltura nell’accettare scollature piuttosto audaci e costumi ben diversi dagli “scafandri” (ndr) in auge altrove.
La Professoressa ha voluto contestualizzare la vicenda locale nel più ampio panorama nazionale e nel fenomeno turistico complessivo delle vacanze a mare. In quest’ottica ha dimostrato di conoscere moltissimo del Molise e, parlando del turismo di mare in riferimento a Termoli, affermato che a quei tempi la nostra città non era affatto in ritardo ma che anzi era, come si dice, ” avanti ” rispetto a molte altre località. Insomma la costa termolese era vivace,mobile e ricca di attività già in riferimento alla seconda metà dell’800.
Aveva detto “proverò a dare un contributo di sostanza a questo vostro bel lavoro”: è riuscita a farlo alla perfezione.
Da sottolineare una sua bella annotazione: “un aspetto interessante che emerge da questa ricognizione è quello di un vero e proprio Club di persone che vivevano e condividevano quanto accadeva in quelle brillanti estati, una comunità nella quale bastava evocare un nome o un soprannome per capire automaticamente di cosa si parlava”. Questi ed altri aspetti ha toccato la nella sua relazione dando un apporto di altissimo livello alla presentazione di questa bella opera.
Nota finale: nella sua sapiente e ben mirata moderazione, il Presidente dell’Associazione Andrea di Capua Duca di Termoli a di volta in volta presentato i relatori illustrandone a grandi linee competenze, carriere contenuti dei loro interventi, senza mai perdere il filo del suo discorso. Mettendo assieme i suoi “intermezzi” si ottiene un altro intervento da relatore, mosso da chiaro e genuino coinvolgimento, soprattutto sul tema della riapertura della biblioteca. Ottimo.

Morale e conclusioni? semplice, ecco I messaggi di questo libro e della presentazione:
– RIAPRIAMO LA LIBRERIA ALBINO.
– Lombardi e Bindi ci hanno fatto guardare un tratto importante della storia della città da punti di vista molto diversi da quelli ai quali siamo abituati, uno con una immersione nel mondo dell’informazione di quei tempi e con una illustrazione del patrimonio documentale storico del quale la regione dispone, l’altra con una bellissima panoramica antropologica e culturale. Ne è scaturita una nuova immagine della nostra comunità, “nuova”di 140 anni circa, qualcosa che deve portarci a rivalutare in modo deciso corsi e ricorsi storici e a farci comprendere che è sempre possibile rinnovarsi, migliorare. Anche per questo dobbiamo sperare nella riapertura della biblioteca Albino di Campobasso, cosa che accelererebbe tante consapevolezze e che potrebbe preparare un salto di qualità in termini di mentalità ed atteggiamento sia verso il territorio che con riguardo ai servizi di cui usufruire e da offrire.
– Troilo e Pranzitelli hanno svolto un lavoro duro, paziente e certosino e con queste premesse I risultati non potevano che essere molto buoni.
– Il Molise esiste eccome.
Cultura+Storia = Identità. Non si vive senza identità. A dimostrarlo in modo formidabile sono stati proprio Aldo Gioia e Anna Catalano.

 

Recensioni

Ancora non ci sono recensioni.

Solamente clienti che hanno effettuato l'accesso ed hanno acquistato questo prodotto possono lasciare una recensione.