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Fattura elettronica differita, l’agenzia risponde.

Descrizione

Con la risposta numero 437 all’interpello “Articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n. 212 –
chiarimenti in merito alla data della fattura elettronica differita.”, L’agenzia delle entrate fornisce alcuni chiarimenti.

Come emettere fatture elettroniche differite senza commettere errori. Partiamo dai riferimenti normativi.

“Visto l’articolo 21, comma 2, lett. g-bis), del decreto IVA – lettera introdotta, con effetto dal 1° luglio 2019, dall’articolo 11 del decreto-legge 23 ottobre 2018, n.119,
convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136 – il quale prevede, tra le indicazioni che le fatture devono recare, la «data in cui è effettuata la cessione di beni o la prestazione di servizi ovvero data in cui è corrisposto in tutto o in parte il corrispettivo, sempreché tale data sia diversa dalla data di emissione della fattura»,
l’istante pone il dubbio di come attuare tale disposto.”

Questa la sintesi del quesito. L’istante, essendo immutato il tenore dell’articolo 21, comma 4, lett. a), ritiene che per le fatture differite sia possibile continuare ad emettere nei confronti del medesimo soggetto una o più fatture che riepiloghino le cessioni effettuate in suo favore nel mese di riferimento, fermo l’obbligo di trasmissione entro il quindicesimo giorno del mese successivo ai fini di adempiere alla regolare liquidazione dell’imposta.

PARERE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
Con la risposta n. 389 pubblicata il 24 settembre 2019 sul sito internet della scrivente, sezione “Risposte alle istanze di interpello e consulenza giuridica”,
all’indirizzo www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Normativa+e+Prassi/Risposte+agli+interpelli/Interpelli/?page=normativa sono stati forniti chiarimenti in merito alla corretta indicazione della data della fatturazione elettronica differita.
In particolare, per quel che qui interessa, è stato precisato che l’indicazione contenuta nella circolare n. 14/E del 2019, ove è detto che è “possibile indicare una sola data, ossia, per le fatture elettroniche via SdI, quella dell’ultima operazione”, rappresenta solo una “possibilità” e non un obbligo e, dunque, è comunque possibile indicare convenzionalmente nel documento anche la data di fine mese. Tanto premesso, come ipotizzato nel caso in esame, l’istante può emettere nei
confronti dello stesso soggetto una o più fatture differite che riepiloghino le cessioni effettuate nel mese di riferimento, fermo restando che le medesime possono essere inviate allo SdI entro il quindicesimo giorno del mese successivo.

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